Iniziazione Mazateca

Dio è un fungo?

Un’antica storia mexica narra che ci fu un tempo in cui l’uomo primitivo, forse per fame forse guidato dal potere del fulmine, in una notte di pioggia torrenziale incontrò sul suo cammino il Sacro Fungo. L’uomo lo mangiò, i morsi della fame si placarono e dentro di lui si creò la coscienza. Esso si eresse, la conoscenza del Fungo Maestro penetrò nelle profondità dell’essere sedimentandosi nel Dna e dando vita, fino ai giorni nostri, al processo di evoluzione dell’essere umano.

un dio fungo nello sciamanesimoIn Messico, l’uso rituale del fungo (El Nino Sagrado), diffusa in particolare tra i Toneneca, Mazateca, Yaji, in tutto il Messico del Sud dove sono meglio conosciuti come TEONANACATL, “carne degli dei” o “carne di dio” per il loro potere di dare visione e guarigione, di connettere il paziente e lo sciamano in contatto con i propri spiriti tutelari e familiari.

Questa ritualità sacra e con uno scopo, non ha nulla a che vedere con l’uso voluttuario che se ne fa nelle società tecnologiche. Lo sciamano ha alleanze con gli spiriti che governano il Sacro Fungo. Ad esso e ai suo apprendisti offrono potere e capacità di visione.

La conoscenza profonda del rituale insegnato dalla pianta stessa e l’osservanza di precise regole, permette allo sciamano e ai suo assistiti di volare con l’anima nei cieli della conoscenza e di parlare con gli Dei. È invece, per l’uomo comune, molto pericoloso giocare con gli spiriti di piante così potenti con il rischio di danneggiare seriamente la psiche e l’anima. Gli sciamani mazatechi avvertono: “Essi ti fanno diventare pazzo se non segui le regole rituali, se non sei purificato dall’astinenza dal cibo e dal sesso”.

Il rituale avviene in particolari notti chiamate veladas. Esse hanno lo scopo di curare le malattie e questo è l’unico motivo per conoscere il Sacro Fungo. Gli sciamani seguono un lungo apprendistato e affrontano notevoli sacrifici per essere all’altezza del compito loro affidato: intrufolarsi nell’altro mondo. Non tutti possono farlo e solo il maestro sa vedere nell’apprendista tale capacità. Il compito è comunque arduo e spesso pericoloso. Nell’altro mondo lo sciamano lotta con entità invisibili e negative e ricerca entità, di cui si serve come alleati, per compiere prodigi. Gli alleati tuttavia sono spesso ostili e solo se si acquisisce sufficiente potere, lo sciamano può dominarli senza esserne distrutto.

Il rituale inizia con l’accensione del fuoco sacro, quindi il fuoco viene onorato e vengono fatte offerte agli spiriti che vivono sotto le acque, padroni delle piante magiche, agli spiriti degli alberi dei boschi e a tutti gli spiriti di natura: fate, elfi e gnomi (ricorrenti nelle visioni del Sacro Fungo). Ora l’apprendista si avventura all’interno di un fitto bosco alla ricerca del Fungo Maestro. Quando lo trova, l’apprendista canta i suoi canti sacri ed esprime la sua gioia al Maestro del Fungo. Parla al fungo (el nigno) con parole dolci e soavi proprio come si parla ad un bambino spiegandogli perché viene raccolto. Se lo spirito del fungo sceglie di aiutarlo e accetta le sue richieste allora con estrema delicatezza esso viene raccolto offrendo tabacco in dono. Il Fungo Sacro può essere consumato fresco o fatto essiccare. Col calare della notte inizia il rituale. I funghi vengono onorati e ognuno dei partecipanti fa delle richieste al fungo in modo di ricevere risposte durante il volo estatico.

Le visioni indotte dal fungo guideranno lo sciamano nelle sue guarigioni, lo aiuteranno a potenziare le cerimonie, a rivelare il futuro e ad affinare il suo potere di visione per essere d’aiuto agli altri. Vengono assunti in numeri dispari 3, 5, 7 e accompagnati da cacao e miele. Inizia ora la danza rituale e il tamburo batte incessantemente, dopo circa 20/30 minuti ci si siede nel proprio giaciglio. Lo sciamano intona i canti sacri chiedendo al fungo di dare visioni di buona medicina, di aprire la via per sè e per il suo clan e quando le visioni hanno inizio ci si sdraia sul proprio giaciglio viaggiando in compagnia degli Dei nell’altra realtà.

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